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LA CHIESA DI S. MARIA

 

Iniziamo il percorso di conoscenza approfondita del patrimonio storico-architettonico di questa località, dall'edificio sacro del quale, in ordine di tempo, abbiamo le prime notizie di archivio, ossia le fonti che ne documentano l'epoca di costruzione.

Sorta durante la dominazione feudale dei Guidi, viene citata in data 1209 in un atto di donazione di Guido Tegrimo, che la dona assieme ad altri possessi posti presso la Badia di Strumi.

Di nuovo la comunità di Santa Maria ricorre nelle cronache del Settembre 1349, quando di concerto con i popoli di San Pancrazio e di Sant'Angelo a Cetica, sottoscrive la sua sottomissione al comune di Firenze.

Molto più piccola delle altre due parrocchie ricordate, contava poche decine di abitanti, ridotti a poche unità dopo la peste del 1745. Soltanto nel corso del 1800, ha visto aumentare di numero la sua popolazione, fino al raggiungimento di 112 abitanti nell'anno 1845. La Chiesa rappresenta un chiaro esempio del romanico casentinese, il paramento murario è in pietra, condotto a filaretto, isolata originariamente, fu poi inglobata nell'articolata struttura della canonica e della casa del contadino, che ne hanno compromessa l'immagine architettonica.

La particolarità che ancora oggi manifesta è però quella di presentare la torre campanaria staccata, anteriormente alla facciata principale: anche questa parte del fabbricato subì una serie di rimaneggiamenti che portarono addirittura ad unirlo al resto della Chiesa.

I gravi danni che la Chiesa riportò durante la seconda guerra mondiale, consentirono di operare una serie di azioni di recupero che in parte riportarono l'edificio allo stato preesistente eliminando le superfatazioni realizzate nel corso dei secoli. L'unica navata della Chiesa è coperta da capriate in legno, ed oggi è intonacata.

Una descrizione a parte merita il campanile: realizzato a base quadrata, presenta agli angoli grossi conci regolari, mentre il parametro interno è condotto con una pezzatura di minori dimensioni. La cella campanaria, ha quattro luci, è coperta da un padiglione quadrato in laterizio. La tradizione vuole che le due campane provengano dal castello Sant'Angelo, distrutto dai fiorentini. Sono datate 1273 la piccola, e 1392 la più grande. Già negli anni '60 la torre manifestava il dissesto evidente che appare oggi. Furono realizzate opere di consolidamento in fondazione che hanno mantenuto l'attuale situazione, evitando ulteriori danni: il cedimento laterale della torre campanaria comporta oggi un fuori-piombo di c.a. 35 cm.

L'interno della Chiesa non presenta particolare rilievo, se non per un'opera pittorica, attualmente conservata nella vicina Chiesa di San Michele Arcangelo a Cetica, che trovava collocazione sull'altare centrale: il Trittico della Madonna con Bambino.

 


 

 

 

Trittico della Madonna con Bambino

 

Il Trittico è realizzato su tavola di legno a fondo oro. Attribuito a Bicci di Lorenzo (1373-1452), e dedicato alla Madonna come del resto la stessa Chiesa, vede l'immagine di Maria al centro, con veste rossa e manto azzurro che tiene sulle ginocchia il bimbo. La seduta è realizzata con guanciale damascato senza schienale. Il Donatore appare genuflesso, dinanzi alla Vergine. Lo comparto di sinistra raffigura San Giovanni Battista che, in linea con l'iconografia classica sorregge la croce astile, insieme con lui San Giovanni Evangelista con il libro aperto del Verbo.

 

Lo scomparto di destra porta San Pietro con le chiavi e il libro delle Scritture e San Paolo con la spada del martirio.

 

Quattro colori a tortiglione ornano le scene appena descritte. In basso, nella predella sono leggibili cinque storie di Santi: al centro la scena della natività dove sono visibili accenni di prospettiva e tratti di rovine sul fondo.

 


 

 


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