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MUSEO DEL CARBONAIO DI CETICA

 

 

Il mestiere del Carbonaio è stato una delle attività sicuramente più rappresentative dello stretto legame che per secoli ha legato l'uomo al bosco e alle sue risorse. Praticati anche in ambiti territoriali molto distanti dal Casentino, i lavori del taglio della legna e della cottura del carbone, costituirono importanti occupazioni per molte comunità montane della valle fino alla metà del XX secolo.

 

 

Le particolari tecniche, trasmesse di generazione in generazione, sono ancora messe in pratica, per lo più a scopo didattico-dimostrativo, in alcuni paesi del Pratomagno come Cetica che, come sembra suggerisce la stessa etimologia del nome, è stata da sempre legata alla "coltura" del bosco.

 

 

Il complesso universo della cultura del carbonaio, della vita solitaria alla macchia, con i suoi atteggiamenti e modi di vita arcaici e quasi antagonisti al mondo civile, sono invece tramontati inesorabilmente. Le abitazioni di terra, la cui forma e struttura si perde nella notte dei tempi, le particolari espressioni linguistiche, l'insieme di credenze e riti esistenti intorno all'uomo nero del carbone, fanno parte infatti di un passato ormai non più riproponibile.

 

 

E' compito preciso della modernità, delle amministrazioni pubbliche e dell'associazionismo locale, quello di documentare questa particolare memoria storica. Il museo del Carbonaio, a questo proposito, insieme alla "Banca della Memoria" di Porto Franco, si propone come laboratorio attivo della storia, come momento nel quale insieme allo studio e alla conservazione dei sapori, dei racconti, delle esperienze di vita, si sperimenta anche un nuovo modo di interagire con la società e l'ambiente di oggi.

 

 

Se il museo rappresenta per la popolazione residente il luogo nel quale riconoscere le proprie radici e riconfermare la propria identità, saranno le feste, le dimostrazioni didattiche, gli eventi culturali o gastronomici, a divenire importanti momenti di trasmissione e "contaminazione" culturale. D'altra parte sarà proprio attraverso lo scambio e il confronto con l'esterno, che la popolazione residente potrà riconfermare il proprio ruolo centrale nella manutenzione e nella tutela attiva dei sistemi storici e ambientali della montagna.

 

 

L'itinerario museale
Il museo del carbonaio è allestito nei locali della vecchia scuola del paese prospiciente all'antica chiesa romanica di Sant'Angelo a Cetica. Il percorso di visita si articola in tre sezioni volte a fornire informazioni e suggestioni intorno al mestiere del carbonaio, con pannelli didascalici, esposizione di strumenti e allestimenti scenografici; fa parte integrante del percorso anche la sala polivalente dedicata alla proiezione di audiovisivi ma anche a laboratorio didattico e spazio per degustazioni alla "riscoperta" degli antichi sapori.

 

 

L'itinerario prosegue nella vicina area verde dove sono stati ricostruiti a scopo dimostrativo, a cura della Pro Loco, una capanna ed una carbonaia. Da qui si può procedere alla visita del paese, delle "piazze" ancora utilizzate per la cottura della legna, dell"imposto" del carbone ma anche dei mulini ad acqua, delle colture tipiche, dei fabbri, dei pastori inseriti nell'iniziativa "La Scuola dei Nonni".

 

 

"L'ecomuseo è uno strumento di conservazione, nella misura in cui aiuta a preservare e valorizzare il patrimonio di cultura e di natura di una popolazione".

George Henri Riviére

 

 

"L'ecomuseo è uno specchio dove la popolazione si guarda, per riconoscersi in esso, dove cerca spiegazioni del territorio alla quale è legata, unite a quelle delle popolazioni che l'hanno preceduta, nella discontinuità o nella continuità delle genrazioni".

George Henri Riviére